Un tribunale statunitense consente una class action contro Tether e Bitfinex
Il giudice Katherine Polk Failla ha concesso la certificazione di classe il 23 febbraio 2026, consentendo lo svolgimento di un'imponente causa per manipolazione del mercato.

Sintesi rapida
Il riassunto è generato dall'IA, rivisto dalla redazione.
Un tribunale federale riconosce lo status di class action alla causa per manipolazione del mercato intentata da Tether.
Gli investitori sostengono che Tether abbia stampato USDT non garantiti per gonfiare i prezzi delle criptovalute.
La sentenza divide i querelanti in due gruppi: trader spot e trader futures.
Il caso passa alla fase successiva dopo l'approvazione della certificazione di classe modificata.
Un giudice federale negli Stati Uniti ha approvato la presentazione di una causa collettiva da parte degli investitori contro Tether e Bitfinex. La decisione rappresenta un passo importante in una delle battaglie legali più longeve dell’industria crypto. Il 23 febbraio, la giudice Katherine Polk Failla del Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Sud di New York ha concesso la certificazione della class action agli investitori che accusano le due società di aver manipolato i prezzi delle criptovalute.
‼️ALLEGED PRICE MANIPULATION: INVESTORS SUE TETHER AND BITFINEX
— BSCN (@BSCNews) March 7, 2026
According to a TechFlow report on March 7, a New York Federal Judge has approved a class action lawsuit against @Tether and @Bitfinex.
Investors were granted class-action status in a lawsuit alleging price… pic.twitter.com/AmbTm42OZQ
La causa sostiene che le società abbiano gonfiato il valore di BTC o ETH tra il 2017 e il 2019 emettendo token USDT non completamente coperti. Secondo gli investitori, queste presunte azioni avrebbero distorto il mercato, causando perdite per miliardi di dollari. La decisione non stabilisce se Tether o Bitfinex abbiano violato la legge, ma consente al caso di proseguire come class action. Di conseguenza, migliaia di investitori potrebbero ora partecipare alla causa.
Il tribunale USA concede la certificazione della class action con modifiche
La giudice Failla ha approvato la richiesta dei ricorrenti ai sensi della Federal Rule of Civil Procedure 23, ma in forma modificata. Il tribunale ha diviso gli investitori in due gruppi per gestire il caso in modo più efficace. Un gruppo include gli investitori del mercato spot che hanno acquistato direttamente BTC o ETH. Il secondo gruppo comprende i trader che hanno operato nei mercati dei futures sulle criptovalute.
Il tribunale ha inoltre esaminato le testimonianze degli esperti collegate al caso. La giudice ha accettato in parte e respinto in parte i tentativi di escludere la testimonianza dell’economista Dr. David W. DeRamus. Nel complesso, la decisione consente agli investitori di portare avanti le proprie rivendicazioni congiuntamente, invece di presentare cause individuali. Questa struttura potrebbe coinvolgere migliaia di partecipanti nel procedimento. Di conseguenza, la potenziale esposizione finanziaria per i convenuti potrebbe essere significativa.
Le accuse si concentrano sull’emissione di USDT e sull’impatto sul mercato
La principale accusa riguarda le modalità con cui i token USDT sono stati emessi tra il 2017 e il 2019. I ricorrenti sostengono che Tether abbia creato grandi quantità di USDT senza una copertura completa in riserve. Secondo la causa, questi token sarebbero stati poi utilizzati per acquistare BTC o ETH. Di conseguenza, tali acquisti avrebbero generato una domanda artificiale nel mercato.
Durante il bull run del 2017, gli investitori affermano che questa attività abbia contribuito all’aumento dei prezzi delle criptovalute. Molti investitori hanno poi subito pesanti perdite quando i prezzi si sono successivamente corretti. I ricorrenti sostengono che la presunta manipolazione abbia causato danni per miliardi di dollari in tutto il mercato. Le accuse riaccendono inoltre vecchie preoccupazioni sulla trasparenza di Tether. I regolatori hanno esaminato più volte in passato le riserve della società.
Il caso ha affrontato anni di battaglie legali
La causa è stata presentata per la prima volta nel 2019 come class action consolidata presso il Distretto Sud di New York. Da allora il caso ha attraversato diverse fasi legali. Alcune decisioni precedenti hanno respinto parte delle accuse, incluse alcune legate al racket. Tuttavia, altre rivendicazioni sono rimaste in piedi. Tra queste figurano accuse di frode secondo il diritto comune, frode sulle commodities e violazioni delle norme antitrust.
Tether e Bitfinex hanno ripetutamente respinto le accuse. Le società sostengono che le rivendicazioni siano prive di prove e che rappresentino in modo errato il funzionamento delle loro operazioni.
Cosa succede ora?
Il caso è ancora lontano dalla conclusione. Il tribunale sta attualmente gestendo un processo di redazione della versione pubblica della decisione finora sigillata. Entrambe le parti devono presentare le proprie proposte entro il 9 marzo. Successivamente la causa entrerà probabilmente in ulteriori fasi legali. Sono possibili anche ricorsi prima che il caso arrivi a processo.
La decisione ha però implicazioni più ampie. Le pratiche delle stablecoin e il loro impatto sul mercato crypto sono al centro della disputa. Per questo motivo gli osservatori del settore stanno seguendo la vicenda con attenzione. Se il caso dovesse arrivare a processo, potrebbe stabilire precedenti importanti su come i tribunali affrontano le accuse di manipolazione del mercato nel settore degli asset digitali. Per ora, la battaglia legale tra investitori, Tether e Bitfinex continua.
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