“Questa non è beneficenza” — perché i commercianti accettano Pi al GCV
Doris Yin, sostenitrice di Pi Network, spiega perché accettare Pi al Global Consensus Value è una strategia aziendale a lungo termine, non un'iniziativa di beneficenza.

Sintesi rapida
Il riassunto è generato dall'IA, rivisto dalla redazione.
Doris Yin sostiene che i pagamenti Pi presso GCV sono strategici, non caritatevoli
Promuove pagamenti parziali Pi e fiat per la sostenibilità
Condivide esempi di baratto nel mondo reale dal 2022 al 2023
Enfatizza la circolazione rispetto all'estrazione immediata di denaro fiat
Doris Yin, sostenitrice di lungo corso di Pi Network e promotrice del Global Consensus Value (GCV), è tornata ad accendere il dibattito sull’adozione di Pi da parte dei commercianti. Nell’ultimo intervento, però, Yin chiarisce un punto chiave: accettare Pi al GCV non è un atto di beneficenza, ma una scelta di business ponderata. Dal 2023 sostiene infatti un modello ibrido, in cui i commercianti accettano pagamenti in parte in Pi e in parte in valuta fiat, così da mantenere la sostenibilità delle attività e continuare a contribuire allo sviluppo dell’ecosistema.
Why Accepting Pi at GCV Is Good for Merchants
— Doris Yin 东方紫莲🪷 (@dorisyincpa) February 9, 2026
As a business owner and long-term GCV participant, I want to share something clearly:
Accepting Pi at GCV is not charity.
It is business strategy. From 2023 I advocate partial Pi payments and partial fiat payments for sustainability… pic.twitter.com/jXieV2f2v2
Circolazione invece del cash out
L’elemento centrale dell’argomentazione di Yin è che la circolazione genera valore. Invece di convertire immediatamente Pi in fiat, sottolinea l’importanza di mantenere Pi in movimento all’interno dell’ecosistema. Yin non presenta Picoin come uno strumento speculativo, ma come mezzo di scambio, il cui valore cresce man mano che aumenta il numero di commercianti e consumatori che lo utilizzano.
Nel post sono allegati materiali mediatici del 2022 e 2023, con esempi concreti di transazioni di baratto. Tra questi, l’apertura di smartphone Samsung venduti a una valutazione di 299 Pi e la consegna in Canada di integratori PM Amino, con screenshot delle conferme di transazione in Pi. Elementi che smentiscono le accuse secondo cui Pi non sarebbe utilizzabile nel mondo reale. Dimostrano invece che scambi peer-to-peer sono già avvenuti nella società.
I primi commercianti come costruttori dell’ecosistema
In qualità di pioniera del movimento GCV, Yin sottolinea come il coinvolgimento iniziale dei commercianti sia cruciale. Richiama l’attenzione sulla crescita del database di Pi Network, che conta oltre 20 milioni di datapoint, a testimonianza dell’aumento della base utenti. A suo avviso, i commercianti che entrano per primi non si limitano a vendere beni, ma contribuiscono a definire standard di prezzo, modelli di scambio e sistemi di fiducia che potrebbero influenzare il modello economico di Pi nel lungo periodo.
Yin collega inoltre l’adozione da parte dei commercianti alla narrativa più ampia della valutazione GCV, spesso indicata a 314.159 dollari per Picoin. Una valutazione che, sostiene, non può essere imposta centralmente, ma deve essere accettata e utilizzata collettivamente, pur restando controversa e aspirazionale. Qualsiasi commerciante che oggi accetti Pi a un valore negoziato può ottenere una voce insolitamente forte qualora in futuro la rete arrivasse a una standardizzazione economica.
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