Paradigm difende il ruolo del mining di Bitcoin nelle reti elettriche
Paradigm sostiene che il mining di Bitcoin sia più compatibile con la rete rispetto ai data center basati sull'intelligenza artificiale, citando l'uso flessibile dell'energia e l'integrazione delle energie rinnovabili.

Sintesi rapida
Il riassunto è generato dall'IA, rivisto dalla redazione.
Paradigm afferma che il mining di Bitcoin differisce dai data center basati sull'intelligenza artificiale per quanto riguarda il consumo energetico.
A differenza delle strutture basate sull'intelligenza artificiale, i minatori possono ridurre il consumo di energia durante i picchi di domanda.
Il mining di Bitcoin rappresenta circa lo 0,23% del consumo globale di elettricità.
La partecipazione dei minatori ha contribuito ad abbassare del 74% i prezzi dei servizi accessori in Texas.
La società di investimento in criptovalute Paradigm sostiene che i legislatori stanno raggruppando ingiustamente il mining di Bitcoin con i data center per l’IA. Secondo l’analisi recente della società, i due settori consumano elettricità in modi molto diversi.
Paradigm spiega che i miner di Bitcoin agiscono come utenti flessibili della rete. Rispondono ai segnali dei prezzi e possono ridurre rapidamente il consumo di energia durante i picchi di domanda. Al contrario, i data center per l’IA operano senza interruzioni, esercitando una pressione costante sulle reti elettriche.
Uso flessibile dell’energia vs. domanda costante
Le operazioni di mining di Bitcoin adeguano la propria attività in base ai prezzi dell’elettricità. Quando i prezzi aumentano o la domanda cresce, i miner possono spegnere le macchine in pochi minuti. Questo aiuta a ridurre lo stress sulla rete.
I data center per l’IA, invece, non possono ridurre facilmente le operazioni. I loro sistemi richiedono tempo di attività costante per gestire i carichi di lavoro. Di conseguenza, assorbono grandi quantità di energia 24 ore su 24. Paradigm sottolinea che questa differenza è cruciale e dovrebbe orientare il modo in cui i regolatori valutano entrambi i settori.
Paradigm evidenzia la quota energetica limitata del mining
La società evidenzia anche che il mining di Bitcoin consuma solo circa lo 0,23% dell’elettricità globale. Inoltre, molti impianti di mining utilizzano energia rinnovabile, in particolare durante le ore di bassa domanda, quando l’eccesso di energia altrimenti andrebbe sprecato.
Assorbendo l’energia rinnovabile in eccesso, i miner possono supportare la stabilità della rete. In Texas, ad esempio, la partecipazione dei miner avrebbe contribuito a una riduzione del 74% dei prezzi dei servizi ausiliari tra il 2023 e il 2024. Ciò suggerisce che il mining può svolgere un ruolo utile nell’equilibrio tra offerta e domanda.
Paradigm invita i legislatori a rivedere i confronti
Il dibattito arriva in un momento in cui l’uso dell’energia è sotto stretto controllo. L’espansione delle infrastrutture guidate dall’IA ha contribuito a un aumento del 2,4% delle emissioni di gas serra negli Stati Uniti nel 2025. In questo contesto, alcuni critici hanno messo il mining di Bitcoin insieme a industrie ad alto consumo energetico.
Paradigm, tuttavia, invita i legislatori a considerare il mining in modo diverso. La società sostiene che il mining di Bitcoin può agire come un asset della rete anziché come un peso. Limitando lo spreco di energia rinnovabile e rispondendo ai segnali del mercato, i miner possono effettivamente migliorare l’efficienza energetica in alcune regioni. Man mano che il dibattito su energia e tecnologia continua, l’analisi di Paradigm offre un quadro più sfumato su come le industrie digitali influenzano i sistemi elettrici globali.
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