Le istituzioni restano rialziste: l’80% prevede di acquistare più Bitcoin sui cali di mercato
Un sondaggio di Coinbase mostra una forte fiducia istituzionale in Bitcoin, con la maggior parte degli investitori pronti ad accumulare anche durante i cali del mercato.

Sintesi rapida
Il riassunto è generato dall'IA, rivisto dalla redazione.
Le istituzioni continuano ad avere fiducia in Bitcoin.
L'80% prevede di mantenere o acquistare durante i ribassi.
Aumento dell'esposizione di oltre il 60%.
Il settore della vendita al dettaglio mostra una convinzione più debole.
Gli investitori istituzionali continuano a dimostrare una forte fiducia in Bitcoin, nonostante la recente volatilità del mercato. Un sondaggio di dicembre pubblicato da Coinbase ha indicato che quasi l’80% delle istituzioni ha dichiarato che acquisterebbe o manterrebbe una maggiore quantità di criptovalute nel caso in cui il mercato scendesse di un ulteriore 10%. Un dato che evidenzia una solida convinzione nel valore degli asset digitali nel lungo periodo. Allo stesso tempo, riflette un approccio disciplinato agli investimenti. Bitcoin non viene più considerato una scommessa speculativa, ma un asset strategico per le istituzioni.
🚨COINBASE: INSTITUTIONAL INVESTORS REMAIN BULLISH ON BITCOIN
— Coin Bureau (@coinbureau) January 26, 2026
A Coinbase survey of institutional investors shows 80% would hold or buy more crypto if markets fall another 10%, signaling strong long-term conviction in the asset class.
More than 60% have held or increased their… pic.twitter.com/C0rpEDoq8Y
Nel frattempo, i dati mostrano che il 49% delle istituzioni intende mantenere le proprie posizioni, mentre un altro 31% prevede di aumentare l’esposizione durante i ribassi. Un comportamento nettamente diverso rispetto a quello degli investitori retail. La paura spinge spesso il pubblico retail a vendere. Le istituzioni, invece, preferiscono accumulare nelle fasi di debolezza. Questa dinamica genera una domanda di fondo elevata.
Fiducia invariata dopo l’ATH
Inoltre, oltre il 60% delle istituzioni ha mantenuto o incrementato le proprie partecipazioni in criptovalute da quando Bitcoin ha raggiunto il massimo storico nell’ottobre 2025. Un segnale che gli investitori non interpretano i recenti arretramenti come un’inversione di tendenza. Le correzioni vengono piuttosto considerate parte dei normali cicli di mercato. Le istituzioni continuano quindi a posizionarsi per una crescita futura.
Questo processo di accumulo funge spesso da supporto ai prezzi. La pressione di vendita viene assorbita dai grandi investitori, contribuendo alla stabilizzazione del mercato. Fasi simili si sono già viste prima di importanti rally nel passato. Di conseguenza, gli analisti interpretano questo trend come un indicatore strutturale positivo. L’offerta è ora sempre più nelle mani di detentori di lungo periodo.
Il sondaggio mette inoltre in evidenza una crescente distanza tra il comportamento delle istituzioni e quello degli investitori retail. Le istituzioni adottano strategie di lungo termine, mentre il retail è più sensibile alle variazioni di prezzo. Il capitale tende così a concentrarsi in mani più forti. Nel tempo, questo spostamento riduce la volatilità generata dal panico.
Le implicazioni per Bitcoin secondo Coinbase
Infine, questa mentalità istituzionale rafforza la posizione di Bitcoin come asset macro. Nei portafogli dei fondi, sta assumendo sempre più il ruolo di oro digitale. Viene utilizzato come copertura contro l’inflazione e come strumento di diversificazione. Con l’aumento dell’adozione, Bitcoin consolida le proprie basi di mercato. Questo cambiamento apre la strada a cicli rialzisti futuri potenzialmente più stabili e duraturi rispetto a quelli precedenti.
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