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La mossa sui mutui di Trump accende il dibattito sul “QEx” e lo scetticismo sui tassi

L'ordine di Trump di acquistare ingenti quantità di obbligazioni ipotecarie riaccende i dibattiti in stile QE, con dubbi sulla possibilità di abbassare significativamente i tassi nel 2026.

La mossa sui mutui di Trump accende il dibattito sul “QEx” e lo scetticismo sui tassi

Sintesi rapida

Il riassunto è generato dall'IA, rivisto dalla redazione.

  • Trump ordina acquisti su larga scala di obbligazioni ipotecarie

  • La politica è paragonata a una nuova forma di allentamento quantitativo

  • Cresce lo scetticismo sull'efficacia del taglio dei tassi

  • I mercati mettono in discussione l'impatto della trasmissione nel mondo reale

Il testo risponde alla conferma che le agenzie di finanziamento immobiliare attueranno l’ordine del presidente Trump di acquistare titoli garantiti da mutui per un valore fino a 200 miliardi di dollari. L’iniziativa è stata subito paragonata al quantitative easing e Richard Mize l’ha definita QEx. La reazione, però, è meno entusiasta e più sorpresa. Per gran parte degli osservatori, la politica non è nuova. Richiama interventi tipici dei periodi di crisi. A essere messo in discussione è il tempismo.

Dubbi sulla trasmissione dei tassi

Mize si chiede apertamente come questa misura possa, di fatto, far scendere i tassi sui mutui. L’inflazione si è già raffreddata. La Federal Reserve ha imboccato una linea più accomodante. È su questo sfondo che il meccanismo diventa poco chiaro. La domanda al centro dello scetticismo è se l’acquisto di obbligazioni verrebbe percepito con lo stesso grado di efficacia in un mercato che già sconta una politica più permissiva. Le aspettative potrebbero attenuarne l’impatto.

Cosa suggerisce la storia?

In passato, gli acquisti di titoli ipotecari in stile QE hanno ridotto i tassi sui mutui a lungo termine grazie all’aumento della domanda e al calo dei rendimenti. Azioni simili hanno mostrato effetti di riduzione misurabili. Ma questi effetti sono stati maggiori quando la situazione finanziaria era sotto pressione. Nel 2026 le condizioni sono diverse. I mercati sono più calmi. La liquidità è più solida. Questo potrebbe limitare l’entità di qualsiasi sollievo sui tassi.

Resta una più ampia incertezza sulla reazione. Gli strumenti di politica economica un tempo dominanti per indirizzare i mercati verso obiettivi netti stanno mostrando rendimenti decrescenti. Gli azionisti chiedono risultati concreti, più che dimensioni. Il dibattito sul QEx difficilmente sarà convincente finché il costo del denaro preso a prestito non reagirà in modo tangibile.

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