La Francia punta al 2% del totale di Bitcoin per una riserva strategica nazionale
L'Assemblea nazionale francese sta discutendo un disegno di legge per creare una riserva strategica di BTC, acquisendo il 2% dell'offerta totale di BTC come "oro digitale".

Sintesi rapida
Il riassunto è generato dall'IA, rivisto dalla redazione.
Il disegno di legge propone che la Francia acquisisca circa 420.000 BTC in sette-otto anni.
Il finanziamento prevede il mining pubblico di Bitcoin utilizzando l'energia in eccesso e conservando le criptovalute sequestrate.
Suggerisce inoltre di utilizzare fondi provenienti da conti di risparmio popolari (Livret A) per gli acquisti giornalieri di Bitcoin.
Il disegno di legge pro-criptovalute si trova ad affrontare una dura battaglia politica, ma segnala un cambiamento nella strategia nazionale.
La Francia compie un passo audace verso l’adozione di Bitcoin come parte della propria strategia finanziaria. Un nuovo disegno di legge presentato all’Assemblea Nazionale propone che il Paese acquisisca il 2% dell’offerta totale di Bitcoin, pari a circa 420.000 BTC nei prossimi sette-otto anni. Se approvata, la Francia diventerebbe la prima nazione europea a istituire una Riserva Strategica in Bitcoin.
Puntare sull’“oro digitale”
La proposta, presentata dal partito Unione della Destra e del Centro (UDR) e guidata da Éric Ciotti, delinea un piano ambizioso per costruire quello che i sostenitori definiscono “l’oro digitale nazionale della Francia”. La riserva sarebbe gestita da un ente pubblico amministrativo, creato appositamente per detenere e supervisionare gli asset in Bitcoin dello Stato.
L’obiettivo è diversificare le riserve valutarie francesi, rafforzare la sovranità finanziaria e posizionare il Paese come leader nell’adozione degli asset digitali. L’iniziativa riflette una convinzione crescente tra alcuni legislatori: Bitcoin può fungere da copertura contro l’inflazione e la volatilità valutaria, proprio come l’oro in passato.
Il finanziamento della riserva in Bitcoin
Secondo la proposta, diversi canali contribuirebbero all’accumulo di Bitcoin. Una fonte principale sarebbero le operazioni pubbliche di mining di Bitcoin, alimentate dall’energia nucleare e idroelettrica in eccesso della Francia. Questo approccio punta a rendere il processo sostenibile, sostenendo al contempo l’industria energetica nazionale.
Il disegno di legge prevede inoltre che lo Stato mantenga i Bitcoin sequestrati durante le indagini giudiziarie, invece di metterli all’asta. Una parte dei fondi provenienti dai conti di risparmio popolari, come il Livret A e l’LDDS, sarebbe inoltre destinata all’acquisto quotidiano di Bitcoin sul mercato aperto — circa 15 milioni di euro al giorno, equivalenti a circa 55.000 BTC all’anno.
È persino prevista la possibilità di pagare le imposte in Bitcoin, sebbene questa misura dipenderebbe da un’approvazione costituzionale.
Spinta più ampia per criptovalute e stablecoin
Oltre alla riserva in Bitcoin, il disegno di legge include diverse misure a favore del settore crypto, con l’obiettivo di rafforzare la posizione della Francia nel comparto degli asset digitali. Il testo riconosce gli stablecoin ancorati all’euro come metodo di pagamento legittimo e propone di consentire transazioni di piccola entità — fino a 200 euro al giorno — esenti da tasse e contributi sociali.
I legislatori invitano inoltre l’Unione Europea ad alleggerire la regolamentazione MiCA, che attualmente limita l’emissione di stablecoin, e si oppongono al concetto di euro digitale. Secondo la proposta, una valuta digitale della banca centrale (CBDC) potrebbe “centralizzare il controllo e minacciare la libertà finanziaria”.
Supporto politico limitato ma forte valore simbolico
Nonostante la sua portata ambiziosa, il disegno di legge dovrà affrontare un percorso difficile in Parlamento. L’UDR conta attualmente solo 16 seggi, il che riduce la sua capacità di far approvare la misura. Gli analisti politici ritengono che la proposta difficilmente verrà approvata nella sua forma attuale.
Tuttavia, la sua introduzione segna un cambio significativo nel modo in cui la Francia considera Bitcoin. Indica una crescente apertura tra i decisori politici nell’esplorare gli asset digitali come strumenti di strategia nazionale. Anche se il testo non dovesse avanzare, colloca la Francia tra le poche grandi economie che stanno discutendo seriamente Bitcoin a livello di riserva nazionale.
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