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Il Venezuela punta a un fondo di riserva in Bitcoin con i proventi del petrolio

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Hanan Zuhry

Hanan Zuhry

Il Venezuela propone di convertire i proventi del petrolio in Bitcoin, con l'obiettivo di creare una riserva sicura di criptovalute e attrarre investimenti stranieri.

Il Venezuela punta a un fondo di riserva in Bitcoin con i proventi del petrolio

Sintesi rapida

Il riassunto è generato dall'IA, rivisto dalla redazione.

  • María Corina Machado propone di vendere il petrolio venezuelano in cambio di Bitcoin.

  • Il piano potrebbe creare una riserva nazionale di criptovalute pari a oltre 100 miliardi di dollari.

  • L’adozione di Bitcoin da parte di El Salvador ne è un esempio chiave.

  • Le sanzioni statunitensi e lo scetticismo dell'opinione pubblica continuano a rappresentare sfide importanti.

María Corina Machado, principale figura dell’opposizione in Venezuela e vincitrice del Premio Nobel per la Pace 2025, ha proposto un piano economico ambizioso. Vuole che il Venezuela venda il proprio petrolio in cambio di Bitcoin e costruisca una vasta riserva nazionale. L’obiettivo è proteggere la ricchezza del Paese e modernizzarne l’economia. Tuttavia, il progetto deve affrontare significative sfide politiche e finanziarie.

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La proposta Bitcoin del Venezuela

Machado ritiene che il Venezuela debba utilizzare gli asset digitali per riprendersi da anni di instabilità economica. Il Paese dispone di circa 300 miliardi di barili di petrolio. Vendere petrolio in cambio di Bitcoin, anziché soltanto di dollari statunitensi, potrebbe aiutare a creare una riserva più sicura. Gli esperti stimano che questo approccio potrebbe generare oltre $100 billion in Bitcoin. Secondo Machado, una riserva in criptovalute proteggerebbe la ricchezza dall’inflazione e attirerebbe investimenti esteri.

Imparare da El Salvador

L’idea segue l’esempio di El Salvador, che ha adottato Bitcoin come valuta a corso legale nel 2021. Da allora, le riserve in Bitcoin del Paese hanno registrato in alcuni periodi un aumento di valore. I sostenitori affermano che anche il Venezuela potrebbe trarne beneficio. Gli appassionati del settore cripto hanno definito questa mossa l’inizio di una “Bitcoin arms race”. Sostengono che le riserve digitali possano offrire ai Paesi maggiore indipendenza e stabilità finanziaria.

Sfide economiche e politiche

Nonostante il potenziale, gli ostacoli restano. Le sanzioni degli Stati Uniti continuano a limitare le esportazioni petrolifere del Venezuela. Queste restrizioni potrebbero rendere difficile lo scambio di petrolio con Bitcoin. Inoltre, non tutti i venezuelani si fidano di riforme economiche drastiche. L’opinione pubblica è divisa e molti temono un’altra crisi se le politiche venissero attuate troppo rapidamente. Machado avrà bisogno di un ampio sostegno da parte di legislatori, investitori e cittadini per rendere operativo il piano.

Una visione per il futuro del Venezuela

La proposta di Machado riflette una visione di lungo periodo per un Venezuela post-Maduro. L’obiettivo è costruire un’economia moderna con gli asset digitali al centro. Se avrà successo, vendere petrolio in cambio di Bitcoin potrebbe rafforzare le riserve del Paese, attrarre investimenti e aumentare la stabilità economica. Pur essendo ambizioso, il piano mostra come il prossimo leader del Venezuela potrebbe ripensare la finanza nazionale nell’era delle criptovalute.

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