Il CEO di Binance respinge il report di Fortune sulle sanzioni legate all’Iran
Il CEO di Binance ha smentito le affermazioni di Fortune secondo cui l'exchange avrebbe licenziato gli investigatori per aver effettuato trasferimenti di Tether legati all'Iran per 1 miliardo di dollari.

Sintesi rapida
Il riassunto è generato dall'IA, rivisto dalla redazione.
Richard Teng confuta il rapporto di Fortune sulle violazioni delle sanzioni all'Iran.
Il CEO nega che gli investigatori siano stati licenziati per aver segnalato le transazioni Tether.
Binance richiede correzioni all'articolo citando "grossolane inesattezze materiali".
Il fondatore di Binance CZ etichetta la segnalazione come "fake news" che coinvolge fonti anonime.
Il CEO di Binance, Richard Teng, ha respinto un recente report di Fortune. L’articolo accusava l’exchange di irregolarità legate alle sanzioni. Il pezzo, pubblicato il 13 febbraio, sosteneva che Binance avesse licenziato investigatori della compliance. Dopo che avevano segnalato oltre 1 miliardo di dollari in transazioni Tether collegate all’Iran.
The record must be clear.
— Richard Teng (@_RichardTeng) February 16, 2026
No sanctions violations were found, no investigators were fired for raising concerns, and Binance continues to meet its regulatory commitments.
We’ve asked for corrections to recent reporting. pic.twitter.com/glA9bdGaw1
Tuttavia, Teng ha definito le accuse false e fuorvianti. In una lettera pubblica datata 15 febbraio, ha affermato che le revisioni interne non hanno individuato alcuna violazione delle sanzioni. Ha inoltre dichiarato che nessun investigatore è stato licenziato per aver segnalato criticità. L’exchange ha ora chiesto a Fortune di correggere l’articolo.
Le accuse di Fortune riaccendono l’attenzione
La controversia è iniziata quando Fortune ha citato fonti anonime e documenti interni. Il report affermava che gli investigatori di Binance avevano rilevato oltre 1 miliardo di USDT legati all’Iran tra marzo 2024 e agosto 2025. Sosteneva inoltre che almeno cinque membri del team compliance fossero stati licenziati dopo aver segnalato tali preoccupazioni.
Le accuse sono arrivate mentre Binance era già sotto stretta sorveglianza regolamentare. L’exchange opera ancora nel rispetto di obblighi di monitoraggio dopo il maxi-accordo raggiunto negli Stati Uniti nel 2023. Di conseguenza, ogni nuova accusa legata alle sanzioni ha rapidamente attirato l’attenzione dell’intero mercato crypto. Il report suggeriva che il team interno avesse subito pressioni dopo aver sollevato la questione. Ma le fonti restavano anonime e la società ha contestato integralmente la ricostruzione nel giro di pochi giorni.
Binance nega violazioni e difende la propria compliance
Il CEO di Binance, Teng, ha risposto prima sui social media e poi con una lettera formale indirizzata a Fortune. Ha spiegato che l’exchange ha condotto una revisione interna completa con il supporto di consulenti legali. Secondo quanto dichiarato, tale revisione non ha trovato prove di violazioni delle sanzioni collegate alle transazioni citate.
Irresponsible and misleading press articles based on anonymous sources (whether including possibly disgruntled ex-employees or otherwise) does injustice to the great work of our more than 1300 compliance staff working tirelessly to uphold global standards.
— Richard Teng (@_RichardTeng) February 14, 2026
Facts:
1. Binance…
Ha inoltre respinto le accuse relative ai licenziamenti. Teng ha affermato che nessun investigatore è stato allontanato per aver sollevato questioni di compliance. Ha sottolineato che Binance applica tutele per i whistleblower e rigorose policy interne. Nella sua dichiarazione, Teng ha ribadito che i fatti devono restare chiari. Ha insistito sul fatto che Binance continua a rispettare tutti gli impegni normativi assunti dopo l’accordo del 2023. La società ha anche evidenziato l’ampliamento del team compliance e l’utilizzo di strumenti di monitoraggio di terze parti.
Reazioni del settore e dibattito in corso
Anche il fondatore Changpeng Zhao è intervenuto sulla vicenda. Ha definito il report di Fortune “fake news”. Inoltre, ha suggerito che l’articolo si basasse su affermazioni deboli o contraddittorie. CZ ha sostenuto che i grandi exchange utilizzano molteplici strumenti per tracciare le transazioni. Un elemento che, a suo avviso, rende tali accuse discutibili.
Nel frattempo, le reazioni nella comunità crypto sono contrastanti. Alcuni utenti hanno sostenuto la posizione di Binance e criticato il ricorso a fonti anonime. Altri hanno richiamato i precedenti problemi legali della società e invitato alla prudenza.
Finora la vicenda non ha provocato scossoni significativi sul mercato. Ma ha riacceso il dibattito sull’applicazione delle sanzioni nel settore crypto. Soprattutto in un contesto in cui le stablecoin si muovono su blockchain pubbliche. Per ora la disputa resta aperta. Binance ha chiesto rettifiche, ma Fortune non ha ancora pubblicato aggiornamenti. La situazione dimostra quanto rapidamente le questioni di compliance possano tornare al centro dell’attenzione nell’industria delle criptovalute.
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