Harvard riduce l’ETF su BTC, apre una posizione da 86,8 milioni di USD sull’ETF Ethereum
Il fondo di dotazione dell'Università di Harvard ha ribilanciato il suo portafoglio di criptovalute nel quarto trimestre del 2025, riducendo il suo ETF BTC e aggiungendo una nuova posizione ETH.

Sintesi rapida
Il riassunto è generato dall'IA, rivisto dalla redazione.
Harvard Management Company riduce le partecipazioni IBIT a 265,8 milioni di dollari nel quarto trimestre del 2025.
Il fondo di dotazione dell'università apre la prima posizione Ethereum con 3,87 milioni di azioni ETHA.
Nonostante la riduzione del 21%, l'ETF Bitcoin rimane la più grande partecipazione pubblica di Harvard.
L'esposizione totale agli ETF crittografici supera ora i 352 milioni di dollari nei fondi BlackRock.
La Harvard Management Company ha modificato la propria esposizione alle criptovalute nell’ultima comunicazione trimestrale. Il fondo di dotazione dell’università ha ridotto la sua posizione nell’iShares Bitcoin Trust di BlackRock, aprendo al contempo una nuova partecipazione nell’ETF Ethereum della società. La documentazione mostra che Harvard ha tagliato le sue partecipazioni in IBIT di circa il 21%, portando la posizione a circa 265,8 milioni di USD.
💥BREAKING:
— Crypto Rover (@cryptorover) February 16, 2026
Harvard reduced its BlackRock iShares Bitcoin Trust holdings by ~21% to $265.8M.
While opening a new $86.8–87M position in BlackRock's iShares Ethereum Trust in Q4 2025. pic.twitter.com/J7slu845Oj
Allo stesso tempo, ha aggiunto un nuovo investimento da 86,8 milioni di USD nell’iShares Ethereum Trust. La mossa è avvenuta nel quarto trimestre del 2025, un periodo caratterizzato da forti oscillazioni dei prezzi delle criptovalute. Anche dopo il ribilanciamento, Harvard detiene ancora oltre 350 milioni di USD in ETF crypto.
Harvard e la maxi scommessa su Bitcoin nel 2025
Harvard non ha sempre detenuto una posizione così rilevante in ambito crypto. All’inizio del 2025, il fondo aveva reso nota per la prima volta una partecipazione più contenuta nell’ETF Bitcoin di BlackRock. Quella posizione iniziale era pari a circa 116 milioni di USD. Successivamente, però, il fondo ha aumentato rapidamente l’esposizione. Entro il terzo trimestre del 2025, Harvard aveva triplicato la propria posizione in IBIT, portandola a oltre 440 milioni di USD.
In un determinato momento, si è trattato della maggiore partecipazione azionaria pubblica del fondo. La mossa ha attirato l’attenzione del mercato crypto. Harvard è nota per la sua strategia d’investimento prudente e di lungo periodo. L’ingresso negli ETF su Bitcoin ha segnalato una crescente fiducia nei prodotti crypto regolamentati.
Il taglio nel Q4 e la nuova posizione su Ethereum
Nel quarto trimestre del 2025, Harvard ha operato un cambiamento significativo. Il fondo ha venduto circa 1,48 milioni di quote dell’ETF su Bitcoin, riducendo la posizione di circa un quinto. Nonostante ciò, il fondo di dotazione ha mantenuto un’allocazione rilevante in Bitcoin. La quota residua, pari a circa 265,8 milioni di USD, resta una delle principali partecipazioni pubbliche.
Parallelamente, Harvard ha aperto la sua prima posizione in un ETF su Ethereum. Ha acquistato circa 86,8 milioni di USD dell’iShares Ethereum Trust di BlackRock. Si tratta della prima esposizione dichiarata del fondo a Ethereum tramite un prodotto regolamentato. La decisione è arrivata in una fase di elevata volatilità. BTC è sceso dai massimi di fine 2025, mentre anche ETH ha registrato un forte calo. La tempistica suggerisce un ribilanciamento, più che un’uscita dal mercato crypto.
Un segnale di diversificazione istituzionale
L’esposizione complessiva di Harvard agli ETF crypto si attesta ora intorno a 352 milioni di USD, includendo le posizioni su BTC ed ETH. Il cambiamento riflette una tendenza più ampia tra le grandi istituzioni. Molti fondi non stanno abbandonando Bitcoin. Al contrario, stanno aggiungendo Ethereum e altri asset digitali per diversificare il rischio.
I fondi di dotazione universitari sono entrati gradualmente nel mercato crypto negli ultimi anni. Gli ETF spot hanno reso il processo più semplice, offrendo un accesso regolamentato senza la custodia diretta dei token. La mossa di Harvard indica un approccio più equilibrato. Il fondo mantiene una consistente posizione in Bitcoin, ma ora distribuisce l’esposizione su più asset crypto.
La decisione lascia inoltre intravedere una visione di lungo periodo. Anche in una fase di debolezza del mercato, il fondo ha mantenuto centinaia di milioni di dollari in ETF crypto. Per molti investitori, questo rappresenta un segnale di crescente fiducia negli asset digitali come componente di portafogli diversificati.
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