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Goldman Sachs ripensa il timing dei cambiamenti di politica della Fed

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Vandit Grover

Vandit Grover

Scopriamo perché i tagli dei tassi della Federal Reserve vengono rimandati. Cosa è cambiato nelle prospettive di Goldman Sachs e come potrebbero reagire i mercati?

Goldman Sachs ripensa il timing dei cambiamenti di politica della Fed

Sintesi rapida

Il riassunto è generato dall'IA, rivisto dalla redazione.

  • Goldman Sachs ha rinviato i tagli dei tassi della Federal Reserve a giugno e settembre.

  • La banca prevede che il tasso sui fondi federali si attesterà intorno al 3,25% alla fine del 2026.

  • Il rischio di recessione negli Stati Uniti è sceso dal 30% al 20%.

  • Le prospettive riflettono la solidità economica e l'allentamento delle pressioni inflazionistiche.

Wall Street ha vissuto un forte scossone venerdì mattina dopo che Goldman Sachs ha cambiato la propria visione sulla futura politica monetaria della Federal Reserve. Il banco ha rinviato le sue proiezioni sulle future mosse dei tassi della Fed (al 2023), mostrando maggiore fiducia nella capacità dell’economia di riprendersi dalla pandemia. Di conseguenza, il cambiamento nelle stime di Goldman ha modificato il modo in cui investitori, imprese e altri operatori dei mercati finanziari guardano all’evoluzione futura dei tassi di interesse.

Goldman aveva previsto che la Federal Reserve avrebbe avviato il ciclo di allentamento a partire da marzo 2023. Le nuove proiezioni indicano invece due (2) rialzi graduali dei tassi nel quarto trimestre del 2023. Le stime aggiornate sono coerenti anche con le aspettative di una crescita economica ancora robusta e di un miglioramento delle condizioni inflazionistiche nel lungo periodo. Di conseguenza, le proiezioni riviste di Goldman riducono lo stress economico atteso fino alla fine del 2023 e abbassano di circa il 10% la stima del rischio di recessione negli Stati Uniti. La revisione segnala al mercato che l’economia potrebbe probabilmente evitare un forte rallentamento se la Federal Reserve manterrà i tassi su un percorso di normalizzazione fino al 2023.

Perché Goldman Sachs ha cambiato la sua visione sui tagli dei tassi della Federal Reserve

Il nuovo scenario nasce da dati economici più solidi del previsto. La spesa dei consumatori resta sostenuta nonostante i costi di finanziamento elevati. I mercati del lavoro continuano a mostrare resilienza nei principali settori.

Anche l’inflazione si è raffreddata più rapidamente del previsto senza compromettere lo slancio della crescita. Queste tendenze hanno dato ai decisori politici maggiore flessibilità nel rinviare gli interventi. Goldman Sachs ritiene che la Federal Reserve possa permettersi di essere paziente senza mettere a rischio la stabilità finanziaria.

La banca prevede ora che i tagli dei tassi della Fed inizino a giugno. Un secondo taglio potrebbe seguire a settembre. Ogni intervento ridurrebbe i tassi di 25 punti base, mantenendo un approccio graduale e controllato.

Cosa segnala il nuovo scenario sui Fed funds per il 2026

Goldman Sachs si aspetta ora che il tasso dei fed funds chiuda il 2026 tra il 3% e il 3,25%. Questo intervallo suggerisce un processo di normalizzazione più lento rispetto alle proiezioni precedenti. Uno scenario che implica fiducia nella stabilità economica di lungo periodo. La Federal Reserve punta a mantenere i tassi sufficientemente restrittivi per gestire l’inflazione. Allo stesso tempo, vuole evitare pressioni inutili sulla crescita. Le previsioni sui fed funds riflettono anche il contesto globale. Le banche centrali di tutto il mondo restano caute tra incertezze geopolitiche e riprese disomogenee. Goldman ritiene che la Fed si muoverà con attenzione per evitare di destabilizzare i flussi di capitale.

Come le previsioni di Goldman Sachs riflettono la forza dell’economia

Secondo le stime di Goldman Sachs, dovremmo continuare a vedere fondamentali solidi. La crescita salariale complessiva resta positiva, ma non dovrebbe tradursi in un aumento delle pressioni inflazionistiche. Gli utili delle grandi società quotate continuano a sorprendere al rialzo rispetto alle attese. La produzione manifatturiera si sta stabilizzando dopo una fase di contrazione. La domanda di servizi resta forte in tutta l’economia statunitense.

Questi segnali riducono la necessità per la Federal Reserve di intervenire immediatamente sui tassi di interesse, consentendole di essere più paziente e di attendere livelli sostenuti di disinflazione invece di concentrarsi solo sui dati di breve periodo. Inoltre, Goldman Sachs sottolinea che lo stato generale dei mercati finanziari è migliorato, che i mercati del credito funzionano bene e che le condizioni di liquidità non mostrano tensioni.

Cosa significa per imprese e consumatori

Le imprese potrebbero dover affrontare costi di finanziamento più elevati per periodi più lunghi. Le decisioni di spesa in conto capitale potrebbero restare prudenti fino a metà 2026. I consumatori potrebbero non vedere un sollievo immediato nei costi di indebitamento. I tassi su mutui e credito potrebbero rimanere elevati, influenzando la domanda di abitazioni.

Tuttavia, una crescita stabile sostiene la sicurezza occupazionale e la stabilità dei redditi. Questi fattori aiutano a compensare l’impatto dei tagli dei tassi rinviati. Goldman Sachs ritiene che un allentamento graduale eviti shock economici. Questo approccio favorisce un’espansione sostenibile piuttosto che stimoli di breve periodo.

Un percorso più solido per la politica monetaria

Il quadro evidenzia una fiducia crescente nell’economia statunitense. I responsabili delle politiche monetarie non sentono più il bisogno di intervenire in fretta. I tagli dei tassi della Federal Reserve appaiono ora più strategici. Goldman Sachs si aspetta che questa pazienza sostenga la stabilità di lungo periodo. Il minor rischio di recessione negli Stati Uniti rafforza questa visione. Un approccio misurato consente di controllare l’inflazione senza deragliare la crescita. I mercati potrebbero aver bisogno di tempo per adeguarsi, ma una maggiore chiarezza aiuta a ridurre l’incertezza nel tempo.

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